Uno dei concetti meno noti e potenzialmente più impattanti per chi vuole investire i propri risparmi è quello di interesse composto.

Il sito Moneyfarm lo definisce come

quello che una volta maturato va ad aggiungersi al capitale iniziale, divenendo anch’esso produttivo di interesse, quindi parte integrante dell’ammontare che andrà a generare interesse.

Esemplificando, ipotizziamo di avere un capitale iniziale di 100€, che genera un interesse annuo del 3%. Al termine del primo anno, il capitale ammonterà a 103€.
Al termine del secondo anno, il 3% verrà calcolato su questi 103€: poiché il 3% di 103 è 3,09, il capitale salirà a 106,09€.
Il 3% di 106,09 è 3,18€; questi soldi andranno quindi a sommarsi al capitale di 106,09, per un totale di 109.27.

Si tratta, come si vede, di cifre che possono apparire modeste, se pensate in pochi anni. Ma lo scenario cambia radcalmente, se si ragiona con cifre più importanti e, soprattutto, su periodi più lunghi.

Il già citato Moneyfarm ipotizza un investimento di 10.000€ ad un tasso del 3% annuo.

  • dopo un anno avrai 10.300 euro (10.000  più il 3 % di interessi)

  • dopo 10 anni avrai 13,439 euro

  • dopo 20 anni avrai 18.061 euro

Il metodo per calcolare l’interesse composto è dunque diverso da quello per calcolare l’interesse semplice: se per ottenere quest’ultimo è sufficiente moltiplicare l’interesse annuo per il numero di anni, nel calcolo dell’interesse composto bisogna tenere presente che gli interessi via via accumulati vanno a sommarsi al patrimonio iniziale.

Il metodo migliore per far cogliere la differenza tra interesse semplice e composto è la rappresentazione su un grafico cartesiano. Mentre l’interesse semplice ha un andamento lineare, quello composto è esponenziale.